Questa la motivazione delPremio che verrà consegnato il 24 maggio: “per la capacità di dare voce ai ‘senza voce’,attraverso l’impegno coraggioso e profetico al servizio costante e appassionato della verità,anche se scomoda e rischiosa da difendere; per avere consentito l’accesso ai canaliinformativi di fatti e persone altrimenti tagliati fuori in quanto parte di un mondo che non fanotizia; per la sua azione accanto a coloro che oggi sono posti ai margini estremi della storia,che vedono minacciata la sopravvivenza della loro cultura e del loro popolo, nell’indifferenza onel silenzio complice della comunità internazionale; per essere stato segno di speranza”.Dopo il diploma di perito meccanico, Renato Sesana trova lavoro presso la Guzzi, ma non èsoddisfatto. Nel 1964 entra come novizio tra i Comboniani di Gozzano (Novara). Divenutoprete nel 1970, Kizito, nome assunto con i voti in ricordo di un martire africano, viene inviatoalla redazione e poi alla direzione della rivista ‘Nigrizia’. Intanto si laurea in scienze politiche aLos Angeles. In seguito p. Kizito parte per l’Africa, in Mozambico prima e poi in Zambia. InKenya fonda la rivista “New People”. Quando, all’inizio del 1995, p. Kizito è destituitodall’incarico, non demorde e fonda la rivista “Africa News”, presente anche su Internet “perchéil mondo – afferma il padre – sappia la verità su come realmente vanno le cose in Africa”.Contemporaneamente, diventa ‘apostolo’ dei Nuba, popolazione oppressa e fruttatadall’integralismo islamico sudanese.