E’quanto afferma, in una nota sul prossimo numero del Sir, Aldo Sincovich, corrispondentecroato di Radio Vaticana, in relazione all’imminente viaggio pastorale di Giovanni Paolo II aSarajevo. “Questa visita – afferma Sincovich – avrà forti ripercussioni locali e internazionali”. InBosnia, “molte questioni sono rimaste irrisolte: corridoi di Brcko, istituzione della Bancacentrale e moneta unica, status della stessa città di Sarajevo e di altri cantoni divisi in piccolicomuni di diverse etnie, situazione a Mostar, divisione del potere centrale e locale tra le varienazioni. Tutto questo conferma la latitanza delle istituzioni internazionali che si eranoformalmente tanto impegnate dopo la firma degli accordi di Dayton. La tanto reclamizzataricostruzione del Paese è praticamente ferma. Ogni comunità – osserva Sincovich – vive lapropria situazione in modo diverso e quindi le aspettative dalla visita del Papa sono diversecome testimoniano i vari appelli degli stessi vescovi”. In particolare, “i rapporti tra musulmani ecattolici stanno diventando sempre più tesi. Nella prospettiva di ricostruzione materiale espirituale il Pontefice cercherà” dunque “di incoraggiare la popolazione a rifiutare la tentazionedella sfiducia e della rivalità, a rispettare i diritti umani di tutte le persone, a qualunque gruppoesse appartengano, a favorire il ritorno dei rifugiati e degli sfollati, evitando gli spostamentiarbitrari delle popolazioni in base ai criteri etnici e a prestare maggiore attenzione alla dignità eai diritti delle minoranze nazionali e religiose”.