E’uno dei risultati dell’indagine condotta dalla Gioventù Aclista su un campione di iscritti, di cui sidiscuterà nel corso del XX Congresso nazionale dei giovani delle Acli. L’incontro si terrà a Baridal 3 al 6 aprile, sul tema “Legami in gioco: linguaggi e storie di convivenza civile”. “Dopo lademonizzazione della politica dei ‘mitici’ anni ’80 – risulta dalla ricerca – dopo il rifiuto del lavorocome forma di sfruttamento, dopo il crollo non solo delle ideologie ma anche dei valori,l’attenzione dei giovani torna a focalizzarsi, non solo a parole, ma con un impegno quotidiano,su questioni vitali: scuola, lavoro, tempo libero innanzitutto, ma anche pace, servizio civile,tossicodipendenza”. “I giovani – affermano gli organizzatori in un comunicato diffuso oggi -avvertono oggi un vuoto di pensiero e di prospettiva nella politica, una incapacità di disegnaresegnali di speranza. Essi pagano più di altri il prezzo di un’economia senza sviluppo, chegenera oppressione, che annulla le persone in nome del profitto, che crea disoccupazione,disperazione, in particolare nel Mezzogiorno. In questa società complessa i giovani pagano leconseguenze di una generale disgregazione in termini di solitudine, incertezza e precarietà”.L’organizzazione giovanile delle Acli conta circa 80.000 iscritti, lavoratori e studenti. Alconvegno interverranno, tra gli altri, Giancarlo Caselli, don Mario Operti e Luciano Violante.