Ferrari (Gris): prevenire il diffondersi delle sette

Secondo Giuseppe Ferrari(segretario nazionale del Gruppo di ricerca e di informazione sulle sette, Gris) “nessuno è ingrado di poter escludere con assoluta certezza” che anche in Italia gli aderenti a qualche settasiano indotti a compiere suicidi di gruppo. Per prevenire questa eventualità, Ferrari affermache è “necessario cercare di seguire il più possibile” l’attività delle sette e dei movimentireligiosi alternativi che operano nel nostro Paese. In particolare, spiega il segretario del Gris inun’intervista che apparirà sul prossimo numero del Sir, occorre “leggere i documenti e gli scrittiche diffondono, ascoltare sia i membri effettivi, sia coloro che ne sono usciti, verificare se lalibertà individuale e i diritti della persona sono rispettati all’interno del gruppo. E non appena siavverte qualcosa di sospetto occorre intervenire”. Tuttavia, ad avviso di Ferrari, questa operadi prevenzione non è sufficiente. Bisogna anche intervenire sul versante educativo e culturale.In particolare, “la Chiesa è chiamata a svolgere quest’opera educativa di prevenzione aldiffondersi delle sette e delle religioni alternative. La comunità cristiana deve cercare dirispondere alle aspettative e alle domande che salgono dalla gente prima che questa si rivolgaalle sette e deve aiutare ad uscirne chi vi si trova già dentro”. Secondo i dati del Gris, in Italiasi contano almeno 400 denominazioni di sette di vario genere. Ad esse aderiscono,complessivamente, circa 600 mila persone.