Givone: “la libertà è tormento della coscienza”.

Lo ha detto il filosofo SergioGivone, intervenendo ieri al 52° convegno per i giovani della “Cittadella di Assisi”, sul tema”Gracile, inquieta, appassionante libertà”. Givone ha messo in luce i paradossi della libertà,”capace persino di distruggere liberamente se stessa”. “La libertà – ha osservato Givone – ètutt’altro che comoda: essa è invece fatica, tormento, scelta continua dentro la coscienza”. “Lasocietà contemporanea – ha detto il teologo Giannino Piana – utilizza la libertà come valoresimbolo della personalità, facendone spesso un ‘prodotto’ da consumare; inoltre, l’operapervasiva e continua dei messaggi mediatici ostacola sempre più le condizioni attraverso lequali questa libertà potrebbe attuarsi davvero in tutta quella profondità che l’essere uominirichiede”.”Dimmi chi è il tuo Dio e ti dirò chi sei”, ha detto, intervenendo nel corso del dibattito, p. EnzoBianchi, priore della Comunità di Bose. “Un Dio libero – ha aggiunto il padre – crea uominiliberi; al contrario, un Dio ‘onnipotente’ finisce per creare ministri con cui dividere il potere.Falsi dei – denaro, successo, piacere – si affacciano sulla scena e chiedono all’uomo la sualibertà. Solo dopo essersi liberati da queste false immagini, è possibile rispondere liberamenteal vero Dio, quello che ci ha donato la vita”.Il vescovo di Locri, mons. Giancarlo Maria Bregantini, ha portato la testimonianza della lottaper la liberazione dalla mafia nel Mezzogiorno. Una lotta che, nonostante le sconfitte, “vale lapena di condurre”, ha detto Bregantini, “nella certezza che le ferite invisibili, ma reali, dellastoria possano essere rimarginate”.