Psicologi e filosofi a confronto sul tema della libertà

“La libertà muore semanca l’uguaglianza, se ci sono conflitti o se il bisogno o la paura la condizionano”. Lo hadetto il sociologo Roberto Cipriani intervenendo ieri al 52° convegno per i giovani della”Cittadella di Assisi”, sul tema “Gracile, inquieta, appassionante libertà”. Cipriani hasottolineato la valenza fortemente ‘politica’ della libertà, dal mondo greco, in cui “l’uomo liberoera tale in relazione all”agorà’, alla comunità civile”, fino a Tocqueville. “La libertà – ha dettoCipriani – vive solo a certe condizioni e sempre in relazione al contesto sociale”.Secondo la psicoanalista Vera Slepoj, la libertà di ognuno si realizza tanto più “quanto più lapersona percepisce con chiarezza la propria identità e le proprie aspirazioni più profonde.Purtroppo, il nostro tempo ostacola questa consapevolezza, la confonde, attestandola suposizioni massificanti, che non ‘liberano la libertà’, bensì la imprigionano”.Il filosofo Roberto Mancini, ha indicato alcune condizioni che rendono possibile la libertà, e leha definite “strutturali dell’essere umano e senza le quali la libertà non può chiamarsi tale”. Sitratta di “dignità, responsabilità, verità”, ma anche dell'”esigenza di portare frutto, di giovarsidella vita, che non può essere avulsa da un qualche progetto riguardante l’esistenza”. Ilconvegno, al quale partecipano circa 300 giovani provenienti da tutta Italia, prosegue sino al31 dicembre.