Natale a Cuba: una “boccata d’ossigeno” per le comunità cristiane

“Lacelebrazione del Natale è stata come una boccata d’ossigeno per i cattolici cubani. Come unbel respiro che incoraggia a proseguire un cammino”: sono le parole di una religiosa italianadelle Piccole Sorelle di Gesù, da poco rientrata da Cuba, che preferisce mantenerel’anonimato.La religiosa ha lavorato per tre anni in un quartiere popolare dell’Avana, insieme ad altre treconsorelle che ancora sono lì. Le tre consorelle le hanno descritto i sentimenti di emozione edi gioia provati durante la celebrazione della Messa di Natale a Cuba e il clima dipartecipazione della popolazione. “I cattolici cubani hanno sempre sentito molto il Natale -afferma la missionaria -. Ma la possibilità di vedere riconosciuta questa festività, in attesa dellavisita del Papa, oltre ad essere un importante evento storico rappresenta anche la confermadella propria identità”.Secondo la religiosa nella società cubana si sta diffondendo un crescente bisogno di senso edi fede. “Anche se la percentuale di chi frequenta regolarmente la Chiesa è ancora bassa -racconta – la gente è sicuramente in ricerca: alcuni si avvicinano e si fermano, altri si orientanoverso strade diverse. Però è stato constatato un ritorno della religiosità popolare, emersa giàdurante le grandi celebrazioni in preparazione alla visita del Papa”. Così, tra la popolazionecubana, “c’è chi aspetta il Santo Padre con curiosità e chi invece attende con ansia unmessaggio significativo che possa rafforzare la testimonianza della fede”.A Cuba i cattolici sono 4 milioni e 700 mila, su un totale di oltre 11 milioni di abitanti. I vescovisono 13 e i sacerdoti 270 (dei quali 138 appartenenti al clero diocesano). Le religiose sono445, mentre i religiosi non sacerdoti 29.