L’impegno “silenzioso” a favore dei terremotati.

“Una vera scuola di umanità,che serve tanto per chi va ad aiutare quanto per chi ha bisogno di aiuto”. Così mons. SergioChiaretti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, definisce la “scuola di solidarietà”, gestitadalla Caritas diocesana. Rivolgendosi ai volontari Caritas, che operano tra i terremotati diNocera Umbra, l’arcivescovo ha definito la struttura “uno spazio formativo che fa bene a tutti:ai giovani che lo frequentano e ai terremotati che sperimentano quotidianamente l’efficacia diquella scuola. Le materie che vi si insegnano sono: il servizio generoso e pronto, per amore diDio, ai fratelli bisognosi; l’amore di Dio per avere la forza di riconoscerlo e servirlo neiterremotati; la disponibilità e la prontezza per ogni intervento richiesto; il senso diresponsabilità in ogni situazione; la gioia del dono”. Senza contare, poi, gli insegnamentipratici: “Come accudire un vecchio o un malato, come lavorare nei campi e tener dietro allebestie per aiutare un contadino che non ha più la voglia di fare, come salvare qualche mobilee riparare una tenda che fa acqua, come parlare alle persone che hanno perso tutto, comeguardare con speranza al futuro”. Nessun bollettino sismologico, ha fatto notare il vescovo,”riporterà mai questa trama di aiuti all’uomo, non meno importanti e decisivi delle roulotte e deicontainer; nessun articolo di giornale saprà mai quantificare il sostegno morale recato ad unapersona nella sofferenza”.