Le associazioni laicali cattoliche pensano al “Progetto Culturale”

“Occorrecercare di mettere in rete energie e presenze, capacità ed esperienze, comportamenti etestimonianze, tutto nel rapporto tra fede e cultura”: è quanto ha detto al Sir la prof.Emerenziana Rossato, presentando il tema scelto per l’assemblea generale della ConsultaNazionale delle Aggregazioni Laicali (Cnal), in programma il 17 gennaio ’98 a Roma. Il titoloinfatti è “La Cnal: un laboratorio per il progetto culturale di ispirazione cristiana proposto dallaCei”. “Da un anno – prosegue la Rossato – le aggregazioni laicali sono attivate perchè sentonoche nella crisi etico-culturale del Paese ci sono delle responsabilità da assumere anche entroquesto progetto”. Di analogo parere anche la prof. Anna Civran, del Meic, secondo cui”diventa prioritario il coinvolgimento della base associativa, e non solo dei vertici, in questaazione di lunga portata”. Secondo Giulia Oteri, dei Gruppi di Volontariato Vincenziano, parlaredi Progetto Culturale “non significa che tutti debbano pensare allo stesso modo. Siamofavorevoli – prosegue – a una pluralità di modi attraverso cui realizzare un progetto culturaleorientato in senso cristiano”. All’assemblea di gennaio interverranno come relatori il vescovoRocco Talucci, la stessa Oteri e p. Lorenzo Prezzi, direttore della rivista “Il Regno”. Aquest’ultimo è stato chiesto di essere la “voce dell’opinione pubblica”. Tra le novità per il ’98 siannuncia l’avvio di laboratori tra le 54 associazioni aderenti alla Consulta, che assommano acirca 2 milioni di iscritti.