“Unmessaggio sobrio, ma anche profondamente segnato dalla speranza. Con lo sguardoilluminato dallo Spirito, il Papa vede già un mondo in cui la ricerca della giustizia conduce allapace”. Così il card. Roger Etchegaray, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia edella Pace, ha presentato oggi, in Sala Stampa Vaticana, il Messaggio di Giovanni Paolo II perla 31ª Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio 1998, sul tema: “Dallagiustizia di ciascuno nasce la pace per tutti”.”La pace e la giustizia – ha osservato il cardinale – si coniugano sempre. Entrambe affondanole loro radici nella linfa feconda di un amore misericordioso che ha la sua fonte in Dio. E’appunto l’amore di Dio per l’uomo che fonda il rispetto della dignità di ogni persona e cherende possibili dei rapporti armoniosi tra individui, popoli e Stati”. La trama del messaggio, haaggiunto il cardinale, “è tessuta intorno ai rapporti tra ‘ciascuno’ e ‘tutti’, tra l’individuo e lasocietà. Infatti, l’individuo, soggetto di diritti inalienabili, ha doveri corrispondenti verso i suoisimili e, in modo analogo, ogni società – e dunque ogni Stato – ha l’obbligazione morale dipromuovere il bene dei suoi membri, senza alcuna eccezione. L’insieme degli Stati deve poioperare per il bene dell’umanità intera, affinché essa divenga una vera famiglia di nazioni”.Il cuore del Messaggio, ha detto il cardinale, sta proprio nella denuncia da parte del SantoPadre di “un mondo diviso tra ricchi e poveri”, che è “un mondo ingiusto, profondamenteinstabile, indegno dell’uomo. La tragedia è che i mezzi per eliminare la miseria non mancano,ma la comunità internazionale deve dar prova al riguardo di una decisa volontà politica”.(segue)