E’questo il “filo rosso” che condude i lavori dell’VIII Assemblea Generale dell’Ucesm, l’Unionedelle Conferenze Europee dei Superiori Maggiori in corso fino al 14 dicembre a Sassone(Roma). Circa un centinaio di religiosi e religiose di 36 Conferenze nazionali europee stannoconfrontandosi sul tema “Fare giustizia”. Questa mattina il presidente dell’organismo, fratelloJasques Scholte questa mattina: “Siamo qui per capire quale è il posto che i religiosi e lereligiose hanno oggi in Europa, per volgere il nostro sguardo verso il futuro e vedere comerendere giustizia nei paesi in cui viviamo, imparando gli uni dagli altri”. Disoccupazione, droga,sfruttamento delle donne, abusi sui minori, emarginazione. “Sono ancora troppe le persone -ha testimoniato Maria Luz Galvan, segretaria generale dell’Ucesm – che in Europa subisconole conseguenze delle diverse forme di ingiustizia. La cosiddetta società del benessere non dàa tutti uguali opportunità: si lavora per la crescita tecnologica e per il benessere economico manon si dà uguale importanza alla crescita umana. Quello che verifichiamo oggi è unamancanza grave di umanesimo e reciprocità tra le diverse culture e regioni d’Europa doveancora permangono divisioni fra nord e sud, est ed ovest”. Per questo, i religiosi (sono oltre500 mila i religiosi e le religiose presenti in Europa) sentono forte l’appello ad impegnarsi per”la costruzione di una nuova Europa. Vivere la fede in profondità – ha concluso suor Galvan -ci porta all’universalità dell’amore e ci impegna a realizzare quel progetto che Dio hasull’uomo”.