“Non è per sé stessi che i religiosi e lereligiose domandano dei collaboratori, ma affinché la Buona Novella continui ad essereannunciata”. Lo ha detto fratello Jacques Scholte, presidente dell’Unione Conferenze EuropeeSuperiori Maggiori (Ucesm), all’assemblea generale in corso in questi giorni a Sassone-Ciampino (Roma) sul tema: “Per fare giustizia”. “Una forma recente di partenariato – haspiegato il religioso – è quella che vivono i laici che condividono con gli istituti religiosi la loropreoccupazione e donazione per lavorare a favore della pace e della giustizia nel mondo. Oggisi auspica di vivere questa collaborazione sulla base di una uguaglianza che non si limita arealizzare lo stesso lavoro, ma arriva a condividere la vita interiore”. “A nostro avviso – hacontinuato il presidente dell’Ucesm – i nostri partners non sono solamente i nostri sostituti o inostri successori per mantenere le opere. Una forma di partenariato di cui siamo testimoni èpresente già da anni. In più Paesi, sul piano nazionale e internazionale, alcune congregazionicooperano nelle attività o addirittura si uniscono e si fondono”. La ricerca di partners, haconcluso fratello Scholte, permette di garantire il valore intrinseco della vita religiosa attuale”.Sono più di cento, informano gli organizzatori, i partecipanti al convegno e vengono da 20Paesi, oltre a un centinaio di novizi, provenienti da 24 noviziati maschili e femminili.