E’ quanto si legge in una notadella Segreteria nazionale del Movimento studenti dell’Azione Cattolica Italiana (Aci), relativaagli episodi di occupazione in corso nelle scuole di tutta Italia e, in particolare, al caso delLiceo Mamiani di Roma. Nella nota ci si chiede perché “una parte degli studenti italianidimostri di non avere più voglia di pensare, di riflettere, di usare il cervello; perché alla soliditàdella memoria si preferisca il rischio del vuoto dilagante, cedendo alla cultura dello sloganfacile, imparato a memoria, ma che non nasce dalla fatica della ricerca e della liberaespressione”. “Proviamo un forte disagio – scrivono i responsabili di Ac – di fronte allastrisciante intolleranza che sta attecchendo in una parte degli studenti italiani, intolleranza chenon dipende direttamente dalla forma della violenza, dello scontro fisico, ma che si cela dietroun volto forse peggiore: quello della superficialità che vuole assurgere a pensiero dominante edella formulazione di idee antiquate che vengono abilmente spacciate per il nuovo cheavanza”. “Il mondo sta cambiando, è iniziato un processo di riforma del sistema/scuola e intutto questo gli studenti occupanti non hanno di meglio che rinserrarsi in una protesta sterile,rabbiosa, disincarnata rispetto alle istanze che il mondo dell’associazionismo studentesco staproponendo all’attenzione del Ministero e dell’opinione pubblica: questa ondata di agitazionistudentesche ci sembra un passo indietro, un’abiura rispetto all’impegno di essere cittadiniresponsabili della scuola e della società”.