Mons. Antonelli: “gli artisti sono ‘contemporanei’ di Cristo”.

“Il compito degliartisti cristiani non è solo scrutare le inquietudini, le angosce, gli interrogativi del cuore umano,ma esprimere con l’arte, la poesia, la musica, il cinema, la presenza di Cristo nella storia e lariconciliazione in lui degli uomini e delle cose, facendo pregustare quasi un anticipo del Regnodi Dio”. Lo ha detto al Sir mons. Ennio Antonelli, segretario generale della Cei, anticipandoalcuni spunti del suo intervento all’incontro rivolto “a tutti gli operatori del mondo dell’arte edello spettacolo”, che si svolgerà oggi, a Roma (Aula della Conciliazione del PalazzoLateranense – ore 19.30), nell’ambito delle iniziative della “missione cittadina” in preparazioneal Giubileo. “L’arte – ha proseguito Antonelli – porta a consapevolezza l’inquietudine el’apertura infinita dello spirito umano: conduce a intuire l’unità, l’armonia, la sublimità, ed anchela drammaticità e la tragicità, che la vita e l’universo assumono davanti a Dio. Riesce adevocare perfino la realtà stessa di Dio e la beatitudine della perfetta comunione con luinell’eternità, rispettandone la trascendenza ineffabile”. E’ per questo che, per “accedere allaverità” ed esplorare “il mistero dell’uomo e del mondo”, abbiamo bisogno “sia del più precisolinguaggio concettuale, che del più coinvolgente linguaggio simbolico evocativo”, propriodell’arte.