Pubblichiamo di seguito iltesto della nota del Sir sull’occupazione di scuole. Un liceo romano è stato sgomberato dalleforze dell’ordine. Quello che ormai era uno stanco rito autunnale è stato interrotto dalla forzapubblica. E’ una notizia. Molti non hanno mancato di sottolineare la “prima volta” di un governodi sinistra rispetto ad uno dei punti più consolidati della tradizione di sinistra ormai datrent’anni. Sono quei passaggi incrociati cui abbiamo assistito anche sentendo il nobel DarioFo schierarsi dalla parte dei “celerini” negli scontri con gli agricoltori. Tutto si ribalta in questacontraddittoria fine di secolo?Certo è grande la confusione. Decenni di allegra dissipazione hanno finito col consumare leriserve. Anche i “contestatori” si ritrovano spaesati, perchè tutto è stato consumato, non c’è piùfieno in cascina, non c’è più nulla da contestare, tanto è lo sfilacciamento. L’unicapreoccupazione è che la generazione che ha iniziato la contestazione, non importa se oggicollocata a destra o a sinistra, giunta ormai nella “stanza dei bottoni”, accortasi della gravitàdella dissipazione, cerchi di porvi rimedio tentando di tirare le redini. Bisognerebbe innanzitutto partire con un bell’esame di coscienza, e poi guardare avanti, cambiando registro.La situazione della scuola è ancora una volta emblematica. All’inizio dell’anno scolastico duetestimonianze: i risultati delle selezioni per una Facoltà universitaria, e le parole di unamaestra con tanta esperienza e tanta voglia di lavorare non inducevano all’ottimismo. Tanto ilprofessore quanto la maestra – che pure operano in strutture di qualità – constatavano per leclassi di loro competenza un accentuato peggioramento qualitativo. Basta scorrere leimmagini degli occupanti sgomberati dal Mamiani, per avere la percezione dell’emergenza -scuola. Che non è un’emergenza di ordine pubblico, ma di qualità, di valori, di punti diriferimento. Si è pensato in que sti anni di risolvere questi problemi moltiplicando gli insegnanti,le materie, rincorrendo l’attualità ed il lavoro (che è scarso e precario). Sull’onda di unaideologia fallace si è fatto di tutto per non misurarsi con la questione fondamentale, che èquella dei punti di riferimento morali, culturali e civici. Tranquilli, non c’è nulla da restaurare.Ma bisogna veramente cambiare.Le strade di un quartiere di Roma da settimane sono invase da giovani che cercano diottenere un posto di poliziotto. Sono decine di migliaia per meno di ottocento posti. Losgombero del Mamiani, che ha visto in azione proprio giovani poliziotti, non è un’operazione diordine pubblico. E’ un campanello. Il campanello dell’ultimo giro. Si può fare qualcosa perinvertire una rotta che non porta da nessuna parte?