Si è concluso ieri a Roma un convegno su”Evoluzione e creazione”, organizzato dalla rivista “Studium” per approfondire le implicazionitra la fede e le più moderne teorie sull’evoluzione delle specie. Per fare il punto sull’esito deilavori, abbiamo sentito il prof. Vittorio Mathieu, accademico dei Lincei. «Io credo chel’intervento divino, senza confondere il Dio trascendente in un Dio immanente, avvengacontinuamente, nella forma di creazione continua. – spiega Mathieu – Sappiamo che Cartesioaveva formulato l’ipotesi della creazione continua ma venne accusato di aver concepito Diosolo come colui che mette in moto l’universo, il quale poi si svilupperebbe meccanicamente. Évero invece che la vera creazione continua consiste in almeno due passaggi. Nella presenza,come dice Agostino, della spinta divina in tutta la vita dell’universo e in tutto il proseguire deltempo. In secondo luogo, nell’immissione nel corso del tempo di individualità culturalmenteinnovative, come nel caso dell’uomo. Quindi in entrambi i casi c’è qualcosa di divino cheinterviene nel processo naturale. Questo è un riconoscimento molto importante che però èrifiutato da certe tendenze neodarwiniane. Questi ultime teorie, pur di negare l’interventodivino, ripudiano anche i principi veri dell’evoluzione, riducendo questo processo a qualcosa diefficiente che si ricombinerebbe in forma casuale».