Mine antiuomo: domani la firma del trattato per la messa al bando.

Verràfirmato domani ad Ottawa (Canada), dai delegati di oltre cento Stati, la Convenzione per lamessa al bando delle mine antipersona, che proibisce “l’uso, la progettazione, la produzione, iltrasferimento e lo stoccaggio degli ordigni” e concede solo quattro anni di tempo per ladistruzione degli arsenali. “Si tratta di una grande vittoria – ha dichiarato Nicoletta Dentico,coordinatrice per l’Italia della campagna – se solo pensiamo che nel ’92 le associazioni chepromuovevano questa battaglia umanitaria erano appena 6 in tutto il mondo ed oggi hannosuperato quota mille”. “Certo – spiega ancora Dentico – c’è ancora molto da lavorare sul testo,soprattutto per quanto attiene alle misure di trasparenza, controllo e verifica”. Alcuni Stati,inoltre, come Cina, Stati Uniti ed India, non apporranno la loro firma al trattato. Anche l’Italiaaveva votato, nello scorso ottobre, una legge molto innovativa sulla messa al bando dellemine. “Una legge molto buona per la definizione del concetto di mina – la definisce Dentico -ma ‘mutilata’ dell’articolo 10, che prevedeva una apposita Commissione di inchiesta”. Neltrattato, viene previsto un ricorso al Segretario generale dell’Onu, nel caso in cui si sospettiche qualche Stato contravvenga alla normativa.La Convenzione sarà firmata anche dalla Santa Sede. Lo ha reso noto oggi Joaquìn NavarroValls, direttore della Sala Stampa, sottolineando che “con tale gesto, la Santa Sede desideraapportare il suo sostegno morale ad una Convenzione da considerare quale nuovo eimportante elemento del diritto umanitario”.