“Certo l’infinita transizione diquesti anni ha creato conflitti ed ha permesso un intricato gioco di veti e condizionamenti, hasedimentato una complicata alchimia di rapporti e di rendite di posizione. Così se la stabilità, la”normalità”, è un comune e necessario auspicio, i modi per raggiungerla diventano intricati edifficili. Le cancellerie di tutti i grandi continuano a vedere l’Italia come un pericolosoconcorrente economico e, al tempo stesso, a diffidare delle furbizie e dei bizantinismi dellapolitica nostrana. Ma questo gioco sempre più raffinato finisce con l’avere sempre menospettatori: i cittadini si accorgono che non porta da nessuna parte. Accingendosi a pagarel’eurotassa e a sopportare una pressione fiscale crescente, i cittadini ormai chiedono che ipolitici facciano la loro parte, tagliando i privilegi del Palazzo e soprattutto lavorando con sensodi responsabilità e lungimiranza. Negli anni Settanta uscì un libro dal titolo emblematico:’Sopravvivere senza governare’, dove si definiva un indirizzo largamente condiviso dalle forzepolitiche di allora, tanto di maggioranza che di opposizione. Se allora, in un quadrointernazionale ed economico molto diverso, questo esercizio poteva sembrare possibile, oggirinviare le decisioni non fa altro che acuire i problemi. Come dimostrano due anni ed oltre didibattito sulla questione delle pensioni, o ad esempio la questione della parità scolastica, sucui lo stesso Giovanni Paolo II è intervenuto parlando alle scuole cattoliche romane”. (segue)