Lo hadetto al Sir don Vinicio Albanesi, presidente del Coordinamento nazionale delle comunità diaccoglienza (Cnca), alla vigilia dell’incontro che si terrà domani a Roma (Via R. Majetti 165,ore 9,30) su “Le tossicodipendenze e la politica penitenziaria”, in vista della II Conferenzanazionale sulla droga, che si terrà a Napoli dal 13 al 15 marzo. “Per i tossicodipendenti -spiega don Albanesi – il carcere non serve perché non svolge una funzione né repressiva nériabilitativa. Non chiediamo però sconti di pena. Piuttosto, occorre ‘inventare’ delle pene cheabbiano carattere educativo e riabilitativo. In questo senso, sono stati già sperimentatistrumenti come l’affidamento e l’arresto domiciliare, ma si può fare molto di più”.Don Albanesi ricorda anche i molti problemi dei tossicodipendenti nelle carceri: “innanzitutto lasituazione sanitaria, che è estremamente precaria e notevolmente diversa da carcere acarcere, secondo l’interessamento dei direttori e dei medici; e poi l’affollamento, lapromiscuità, il fatto che in carcere non si interrompe mai del tutto lo stato di dipendenza dallesostanze stupefacenti. Nella migliore delle ipotesi, si assiste ad un’interruzione temporaneadel consumo di droga, ma, appena usciti, si riprende. Anche questo conferma come il carcerenon rappresenti di certo un ambiente educativo”. All’incontro di domani, che è promosso, tragli altri, da Cnca, Acli e Fict, interverranno i Ministri Flick, Turco e Bindi.