Mons. Mazzola: la “politica delle parole” ha distrutto l’economia siciliana

Mons. Rosario Mazzola, vescovo di Cefalù, in una lettera pastorale alle comunità parrocchialiintitolata ‘Oltre la folla’, osserva che “la mancanza di lavoro affligge e tribola” il popolo diSicilia. “La drammatica situazione è la conseguenza di una ‘politica delle parole’ sulla qualesono state costruite le nostre comunità. All’agricoltura, all’artigianato, alla pesca, floride fonti disussistenza, a partire dagli anni ’60, è stata contrabbandata l’idea del posto fisso. Lentamente,la nostra gente è stata spodestata dei suoi capitali, fatti di terre, sementi, barche, animali espronata a cercare il cosiddetto ‘lavoro sicuro’. I ‘politici delle parole’ – continua mons. Mazzola- non seppero guardare avanti per scorgere i rischi, i pericoli. Intanto, le nuove generazioni siaffacciavano alla vita, aspettavano il ‘reddito facile’ e sconoscevano il sacrificio per il lavoro. Eoggi il mondo politico continua a legiferare per rubare qualche traccia di lavoro rimasto: anchechi ha una piccola azienda agricola o zootecnica è costretto ad abbandonarla perché nonriesce ad andare dietro a leggi e regolamenti; intanto, si affaccia di nuovo la piagadell’emigrazione”. Mons. Mazzola invita perciò tutti i cittadini a “sviluppare una cultura” chetenga conto “dell’eticità della vita, delle azioni, del rapporto sociale. Oggi si stenta a passaredalla fase della denuncia a quella della ricostruzione perché non si è ancora passati per quellafase che ridà eticità e moralità ai cittadini”.