Questo disegno dilegge lascia perplessi almeno su due punti: i flussi di ingresso di stranieri per motivi di lavoro ela questione delle espulsioni”. Lo ha detto al Sir p. Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio immigrati eprofughi della Fondazione Cei Migrantes, commentando il testo del disegno di legge che saràesaminato domani dal Consiglio dei Ministri. P. Mioli ricorda comunque che “non si conosceancora il testo” definitivo “ma solo una bozza datata 31 gennaio” e che “i gruppi di solidarietàrestano in attesa delle modifiche” adottate nel testo definitivo. Circa i flussi di ingresso, labozza prevede il criterio delle quote programmate, distribuite fra quei Paesi con i qualiverranno stipulati accordi bilaterali. P. Mioli auspica invece che “le liste di ‘prenotazione’ sianoelaborate direttamente dalle nostre rappresentanze diplomatiche, per garantire trasparenza eimparzialità. Inoltre le liste non dovrebbero essere stabilite solo in alcuni Paesi, in quantol’unica opzione” possibile “per gli altri sarebbe” automaticamente “l’immigrazione clandestina”.Inoltre, “è opportuno prevedere una certa quota di ingressi ‘per ricerca di lavoro’, così daconsentire l’incontro diretto di domanda e offerta di lavoro”. Quanto alle espulsioni, “se sicomprende l’accompagnamento immediato alla frontiera per i veri e propri clandestini”, p. Miolichiede che “esso venga sempre escluso per i semplici irregolari, già in possesso per un certoperiodo di regolare permesso di soggiorno”. Inoltre, è opportuno che “al pretore, al momentoall’esame del ricorso o della convalida del provvedimento, sia lasciata facoltà di valutare lacongruità-equità del provvedimento di espulsione e di porlo a confronto con il grado diinserimento dello straniero”.