“Menodella metà dei 20 milioni di nuclei familiari presenti in Italia corrispondono al ‘modelloistituzionalizzato’ di famiglia”. E’ questo, secondo mons. Gianfranco Fregni, direttore dell’ufficioFamiglia della diocesi di Bologna, uno dei dati più significativi dell’indagine Istat sulle famiglieitaliane dal 1988 al 1994, di cui la pastorale familiare deve tener conto. E’ anche vero, però,che sul piano culturale “vengono catalogate come ‘nuovi modelli di famiglia’ situazioni cheinvece sono il risultato di percorsi individuali. Non è detto che situazioni quantitativamenteeccedenti siano anche qualitativamente rilevanti. In Italia, ad esempio, le unioni libere o ‘difatto’ sono 227 mila: non si capisce perché debbano essere messe alle pari delle altre, quandosi tratta di politiche familiari”. La pastorale familiare, inoltre, deve tener conto anche dellepersone singole, visto che “i nuclei con un solo componente sono il 7 per cento dellapopolazione e che è aumentato moltissimo il numero delle famiglie monogenitoriali, tra cuirientra anche un 64 per cento di donne vedove”; oggetto di attenzione, inoltre, “sono le 600mila le famiglie ‘ricostruite’ da un precedente matrimonio”.