E’ quantoauspica don Mario Operti, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, parlandodella riforma dello Stato sociale. Secondo don Operti, “è sempre più difficile dire che lo Statosociale, così come è impostato nel nostro Paese, è senza problemi e offre sicure garanzie peri cittadini, in particolare per quelli più deboli. Sono sempre più coloro che ribadiscono l’urgenzadi ripensarlo, sia a livello politico che culturale, perché sia davvero rispondente alle esigenze diserenità e sicurezza della gente, in particolare di coloro che sono meno protetti”.”In questo ripensamento – continua don Operti – si inseriscono i valori che la dottrina socialedella Chiesa indica, a credenti e non credenti, come irrinunciabili perché la qualità della vitanon si riduca a pura enunciazione di principio. E questi valori sono la solidarietà tra le partisociali; la sussidiarietà che oggi offre nuove prospettive al ‘terzo settore’; la partecipazione e laconcertazione che rimandano ad una democrazia reale e compiuta; il dare voce a chi non havoce ed è solo di fronte a problemi spesso drammatici”. (segue)