In questa fine di millennio, laChiesa ha il compito di “essere luna nella notte del mondo”. Ha usato questa metafora mons.Bruno Forte, preside della Facoltà teologica dell’Italia meridionale, per descrivere la situazionespirituale del mondo contemporaneo e le sfide che attendono i cristiani, intervenendo oggi aRoma al convegno dell’Opera Romana Pellegrinaggi dal titolo “Cristo, unico Salvatore delmondo, ieri, oggi e sempre”. “L’epoca post-moderna si identifica con la notte perchèrappresenta la fine del sogno solare dell’illuminismo. – ha affermato mons. Forte – In questotempo di decadenza non emerge il rifiuto della verità ma il disinteresse. Eppure, in questanotte del mondo, è come se si riaccendesse il bisogno di una patria, di un senso capace dimotivare la vita”. Cristo, ha avvertito il relatore, “non è risposta sicura e tranquilla. E’ lasovversione, è la Parola che mette in crisi. Non abbiamo bisogno di una teologia che proponeCristo a buon mercato – ha affermato – ma di preghiera che sia teologia vissuta”. Mons. Forteha suggerito tre impegni per la Chiesa: “Far emergere il primato di Dio e della dimensionecontemplativa della vita; non cercare sicurezze o potere in questo mondo ma essere aperta,abitabile, accogliente; non rincorrere l’immagine e l’apparenza ma la verità e l’obbedienza,coniugando la fedeltà alla terra con la fedeltà al cielo”.