Così lo scrittore Valerio Volpini ricorda la figura di padre Davide Maria Turoldo,nell’anniversario dei cinque anni dalla morte. “Credo che a distanza di tempo – prosegueVolpini in un’intervista rilasciata al Sir – Turoldo testimoni ancora l’importanza della fedeltà nelcredere e nel vivere. Egli ha saputo fondere insieme l’essere uomo, l’essere cristiano el’essere poeta”. Al contrario, “nel nostro Paese, nella nostra tradizione letteraria, molto spessoil poeta si distingue dall’uomo, quasi fossero due ‘funzioni’ separate. In questo modo la parolanon è più una totalità da esprimere, da comunicare, ma si riduce a parola vuota di passioneesistenziale e spirituale”.”Turoldo – ricorda ancora Volpini, che firmò una delle ultime interviste al sacerdote-poeta -insegna il valore dell’espressione semplice e rozza, magari tagliata con l’accetta, ma sincera,ricca di passione e determinazione. Questa passione ha caratterizzato tutta l’opera di Turoldo,esprimendo molto di più della parola colta e raffinata, della parola che sa di intelligenza, diintellettualismo, ma non di poesia della vita”. Volpini si rammarica che “il tempo non abbiaancora fatto ricredere alcuni lettori di poesia in merito all’importanza e al valore, ancheletterario, di questo straordinario sacerdote”.