“Ridurre l’eticaa puro fatto di coscienza significa minare le basi del diritto e la possibilità di formulare normedi convivenza, comunemente accettate perchè eticamente condivise”. E’ quanto scrive donBruno Fasani, direttore del settimanale diocesano “Verona Fedele”, in una nota sul prossimonumero del Sir. “E’ bastato – osserva don Fasani – che un gruppo di politici, in maggior partecattolici, facesse richiesta al Parlamento di riconoscere all’embrione dignità di persona perchési aprisse il fuoco delle ostilità”. Ma, chiarisce don Fasani, “la fede è cosa diversa dal fideismo.Il credente non rinuncia alla ragione, ma semplicemente, sottrae la propria logica ai dettamidelle culture e delle contingenze storiche. Credere, non solo non è rinunciare alla ragione, maè soprattutto assunzione di responsabilità. Il cristianesimo non è torpore egoistico di chi siappaga sapendosi obbediente al Trascendente, ma è incarnazione storica nellaresponsabilità, fino al punto da identificare nella figura del prossimo l’immagine stessa di Dio.Accettando di far nascere il concepito, – secondo don Fasani – il cristiano non è irresponsabile.In qualche maniera obbliga gli Stati e gli uomini a farsi carico del problema. Di ben diversopeso morale ci sembra il predicare la soppressione dell’embrione, favorendo la conservazionedelle condizioni di ingiustizia e di schiavitù, nelle quali alcune minoranze planetarie gestisconoil resto del pianeta”.