Letture: giovani scrittori tra marketing e voracità giornalistica

Il criticoletterario Arnaldo Colasanti, commenta, sul numero di febbraio di “Letture”, mensile della SanPaolo, il fenomeno dei giovani scrittori che sono sul mercato editoriale con l’etichetta di “cattivi”(“pulp”, “trash”, “cannibali”…). Essi, afferma il critico “sono il frutto di una società caratterizzatadal bisogno dell’enfasi e della polemica: l’Italia sta diventando un paese di ossessionielementari, sta vivendo un nuovo conformismo, postideologico, radicato fin dentro al succodella vita civile: una nuova paura, travestita di ironia, che rende impossibile persinol’intenzione di alzare il livello della proposta culturale; un conformismo che estenua, dilata,rende ellittici quanto isterici i discorsi, come se quasi più niente potesse scantonare dalmisurino deprimente della spettacolarizzazione”.Di conseguenza, osserva Colasanti, questi giovani scrittori sono “un caso editoriale, appuntoperché casuale. colto e consumato nella traiettoria di un incrocio di marketing e voracitàgiornalistica”. Comunque, afferma il critico, non sarà “una moda, tanto meno i soliti e naturalifeticci della giovinezza a poter segnare uno spartiacque storico nella realtà della letteratura”.Conclude Colasanti: “Un gruppo di narratori aggregati da fattori esteriori e casuali potrà essereuna scuoletta di bigiotteria o diventare un pretesto editoriale qualsiasi, una semplice quarta dicopertina, da cui verrà fuori, chissà, un vero scrittore, un mondo di idee. Attendiamo”.