Il Garante perl’editoria e la radiodiffusione, Francesco Paolo Casavola è intervenuto sabato 1° febbraio in unincontro con i giornalisti organizzato dalla diocesi di Porto Santa Rufina. In questa diocesi,situata nei pressi di Roma, vivono molti giornalisti che lavorano nella capitale. Il Garante li hainvitati a “dialogare” sempre di più con la società. “Dialogare con la società – ha spiegatoCasavola – significa condividerne i valori, non opporle un individualismo che sarebbeconveniente e rispettabile solo in un artista o in un pensatore”. Ma, “il giornalista non è unsolitario: è legato alla comunità, serve la comunità. Facciamo dunque che la stampa e ognimass medium conquistino la consapevolezza del loro legame con la comunità. La stampa puòritrovare la sua funzione sociale con la consapevolezza non del suo protagonismo, bensì dellesue peculiari responsabilità nell’universo della comunicazione, per una società che è pervasadalla comunicazione come non era mai accaduto”. Tuttavia, ha fatto notare mons. ClaudioSorgi, intervenendo allo stesso incontro, “oggi il giornale è sempre più condizionato dallatelevisione e dai mezzi telematici. Pensare al giornalista che vive in mezzo alla gente èsempre più difficile”, anche se così dovrebbe essere. Perciò è necessario, secondo Sorgi,”tornare ai grandi contenuti della comunicazione attraverso ritmi e linguaggi delle nuovetecnologie”.