Quando la Chiesa parla della scuola non difende propri interessi

Secondo donEdmondo Lanciarotta, coordinatore regionale per la pastorale della scuola, intervenuto neigiorni scorsi ad un incontro della Conferenza episcopale triveneta (Cet), “due sono i pregiudizipiù diffusi quando la Chiesa affronta il tema scuola: il primo é che “la Chiesa si interessiesclusivamente della scuola cattolica; il secondo é che ad essa prema soltanto difenderel’insegnamento della religione cattolica”.Don Lanciarotta ha aggiunto che “occorre far sì che tali pregiudizi vengano superati al piùpresto perché sono di ostacolo al dialogo, necessario ed urgente, con i protagonisti scolastici”.Come Chiesa, ha detto, “senza venir meno a valori e principi che le motivano, bisognaripensare identità e finalità specifiche sia della scuola cattolica, sia dell’Irc”. Sulla riforma dellascuola il vescovo di Vicenza, mons. Pietro Nonis, delegato Cet per l’educazione cattolica e lascuola, ha espresso preoccupazioni sull’anticipo a 5 anni dell’età scolare, “provvedimento cheavrebbe, tra l’altro, ripercussioni negative sulle migliaia di scuole materne cattoliche”. Alriguardo ha aggiunto “che non sarebbe positivo che la scuola italiana rincorresse quellaeuropea che spesso è troppo settoriale e lascia poco spazio all’approfondimento critico e aduna formazione di largo respiro”.