I tre problemi di fondo della Bicamerale (3)

«Siamo così alla radice delproblema storico – continua la nota Sir – che sta sotto questo passaggio di riforma, la necessitàdi ripensare lo Stato sociale, in particolare nella versione italiana. Come giustamente è statodetto, “la categoria della sussidiarietà va riletta in termini non di supplenza quanto dicomplementarità con uno Stato sempre più istituzione di servizio piuttosto che di controllo eprogettazione della società”.Si passa così all’altro nodo essenziale, relativo al governo. Non è questione di formule,presidenzialismo, cancellierato o premierato o quant’altro. Occorre dire con chiarezza in qualequadro costituzionale si deve situare la necessaria introduzione di quelle innovazioni chepossono favorire la capacità di governo del Paese. E dire con pari chiarezza quale debbaessere l’assetto istituzionale per una revisione dello Stato sociale di diritto. I rischi ed iproblemi sono evidenti. Ma è tempo che si accetti questa sfida che coinvolge tutta l’Europa, esulla quale tutte le forze vive del Paese, a partire dal mondo cattolico, devono potere dire conchiarezza la propria voce. La bicamerale finisce così coll’essere il primo appuntamento su unpercorso impegnativo, che certamente porterà a rimodellare, oltre questa infinita transizione,anche l’assetto del nostro sistema politico».