E’ quantochiede il Papa nel messaggio “Comunicare Gesù: via, verità e vita”, reso noto oggi, per la 31aGiornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebrerà l’11 maggio (12 ottobre per laChiesa italiana). “Dobbiamo constatare – scrive il Santo Padre – uno sviluppo senza precedentidei mezzi di comunicazione sociale”, anche se “ci sono ancora molte persone che non hannoaccesso ai mass media, vecchi o nuovi che siano”. Giovanni Paolo II afferma, tra l’altro, che”che è sempre più difficile riuscire a proteggere i propri occhi e le proprie orecchie da immaginie suoni che giungono attraverso i media in modo inaspettato e non richiesto. E’ ogni volta piùdifficile per i genitori proteggere i propri figli dai messaggi immorali”. Il Papa, preoccupatoanche del fatto che “in questa questione é il profitto economico ad essere considerato comeprimo ed autentico valore”, auspica “che il divario tra coloro che beneficiano dei nuovi mezzidi informazione e di espressione e coloro che non lo hanno non diventi una ulterioreincontrollabile forma di diseguaglianza e discriminazione”. Tra l’altro, aggiunge, “nei mediasembra diminuire la proporzione di programmi di ispirazione religiosa e spirituale” mentre”alcuni operatorti dei media, specialmente nel settore dell’intrattentimento, sembrano spessopropensi a porre i credenti nella peggior luce possibile”. In tale situazione, Giovanni Paolo IIinvita i credenti a non rassegnarsi ed a operare per un’ “efficace comunicazione di una fedeviva”.La Giornata delle comunicazioni sociali è l’unica istituita espressamente dal Concilio VaticanoII con il decreto “Inter mirifica” del 1966.