E’quanto chiede ai mass media mons. Martino Canessa, vescovo di Tortona, “nei confronti dellefamiglie, che sono nel dolore, e anche dell’autorità giudiziaria, perché possa proseguire le sueindagini con serenità, senza l’assillo, il marcamento a vista della stampa e della televisione”.Riferendosi alla cittadina piemontese, teatro, in questi giorni, dell’interrogatorio dei presuntiresponsabili dell’assassinio del cavalcavia sull’autostrada, il vescovo precisa: “Tortona non èquella che è stata dipinta dalle pagine dei giornali: la sua è una popolazione rispettosa,educata. Che poi anche qui ci siano dei giovani ‘deviati’ o con problemi gravi alle spalle, nonc’è da stupirsene, accade lo stesso nel resto d’Italia”. Come vescovo, mons. Canessa auspica”che la chiesa tortonese si interroghi, chiedendosi cosa ha fatto e cosa sta facendo per aiutarei giovani a vivere secondo i valori religiosi. Visto che la partecipazione giovanile alla vita dellacomunità ecclesiale è buona, abbiamo il dovere di prenderci cura almeno dei nostri ragazzi,perché non siano travolti dal vuoto che hanno intorno”.