Con queste parole, il card. Camillo Ruini, ha aperto oggi, a Roma, il XV Corso diaggiornamento per missionari itineranti.Per non ridurre la “missione del popolo di Dio” ad uno “slogan illusorio”, ha detto il cardinale,occorre un “popolo autenticamente credente, che abbia una fede teologale e non un vagosentimento religioso”.Rivelare al mondo Cristo, ha affermato il cardinale, “non è opera facile, soprattutto in contestisocio-culturali attraversati da processi di secolarizzazione e di scristianizzazione”, ma proprio”in questi momenti è necessario che la fede mantenga la sua capacità di inculturarsi, senzarassegnarsi alla deriva”.”La missione – ha aggiunto il card. Ruini riferendosi all’esperienza avviata nella diocesi diRoma – non si prefigge tanto lo scopo di raggiungere il maggior numero possibile di personequanto di essere per tutti coloro che la vivono una scuola di missionarietà e di ecclesiologia dicomunione”. L’impresa, ha concluso, “avrà valore se riuscirà a rendere stabilmentemissionaria la Chiesa, preparandola così al Giubileo e al nuovo millennio”.