Pubblichiamo il testointegrale della nota del Sir di questa settimana:”Il Partito Popolare ha aperto una stagione di congressi destinata a caratterizzare i primi mesidella vita politica di quest’anno. A fine febbraio seguirà il Pds, ed a marzo dovrebbe tenersianche il congresso di Forza Italia. Nel frattempo dovremmo assistere ai primi passi dellaCommissione bicamerale per la riforma della seconda parte della Costituzione. QuellaCostituzione di cui alla fine dell’anno, il 27 dicembre, saranno celebrati i cinquant’anni.Il sistema politico che ha caratterizzato la storia dell’attuazione della Costituzione del 1947 èentrato in crisi all’inizio degli anni Novanta: data emblematica di questa lunga crisi, in cui siamoancora immersi, è stata la dissoluzione della Democrazia Cristiana, che ne era il perno, nelluglio 1993. Un fatto dovuto a molteplici cause, che si è prodotto non a caso a pochi mesi didistanza da una riforma elettorale che chiudeva la stagione della proporzionale. Da allora, inun complesso e talora inestricabile groviglio di temi politici, istituzionali, giudiziari, la ricerca diun nuovo assetto del sistema politico si è intrecciata con la richiesta e l’esigenza di unriassetto istituzionale.Ora i nodi che sembrano venire al pettine sono essenzialmente due. Quale proposta politicaverrà offerta a cittadini sempre più disorientati e critici verso la politica, come mostrano lerecenti vicende della legge sul finanziamento pubblico ai partiti? Quali interventi sarannoeffettuati per rendere le nostre istituzioni più efficaci e più efficienti, oltre che maggiormentevicine ed aperte alle esigenze di partecipazione diretta, che gli elettori manifestano consempre maggiore evidenza?L’intrecciarsi in questi mesi, da una parte, dei congressi e di una rinnovata discussionesull’assetto dei diversi “poli” e dall’altra del cammino delle riforme istituzionali, dimostra che idue nodi della politica italiana oggi sono strettamente legati: non è possibile dare risposta allaquestione dell’offerta politica senza porsi anche quella della funzionalità delle istituzioni.Ma non c’è molto tempo: questa doppia questione non può essere ancora elusa, pena unulteriore deterioramento della qualità del sistema – paese.Certo non mancano le difficoltà. Le forze politiche e gli stessi loro leader sono chiamati ad unosforzo di innovazione: tutti devono muoversi su terreni nuovi. E non è facile. Non è un casoche in tutto il gran parlare di riforme istituzionali molto si sia discusso di strumenti e di metodi,ma non si sia entrati nel merito dei problemi. E quanto alla strutturale questione del “centro”, ifatti stanno dimostrando che una efficace risposta non può essere data con la sempliceaddizione, ma che è richiesta una operazione assai più impegnativa, la moltiplicazione. (segue)