Aumenta il rischio usura tra le famiglie ed i lavoratori dipendenti

E’ quantorisulta da una ricerca svolta in Italia, e nel Lazio in particolare, dalla Fondazione Salus PopuliRomani”, promossa dalla Caritas diocesana. I risultati verranno resi noti l’11 dicembre aRoma, nel corso di una conferenza stampa. “Se prima, a rivolgersi agli ‘strozzini’ – affermaPiero Scalpellini, Presidente della Fondazione – erano prevalentemente artigiani e piccoliimprenditori ora, a causa della drastica riduzione dei redditi, anche impiegati ed operai cadononelle maglie di questo meccanismo criminale sempre più potente ed organizzato”. A livellonazionale secondo la Confesercenti, “nel 1996 vi sarebbero state oltre 500.000 vittime, tra cui140.000 esercenti di attività commerciali, 340.000 singoli e, dato nuovo, anche 6.000immigrati”.”Anche gli usurai – continua Scalpellini – hanno cambiato la loro identità: non più solo piccoli’cravattari’ ma ‘investitori’ che appartengono alla criminalità organizzata. Il tasso praticato vadal un minimo del 4% mensile fino a un massimo del 12,5%. Ma se alla scadenza nonvengono rispettati gli impegni assunti, si può arrivare al 100-200% annuo o addirittura al500%. La legge 108/96 contro l’usura, nonostante le grandi aspettative create, stenta adecollare. In particolare, non sono stati ancora erogati i fondi di sostegno”. La Fondazione haraccolto in due anni contributi per 1 miliardo e 600 milioni di lire, provenienti in gran parte dall’8per mille ed ha concesso prestiti in 64 casi per un totale di 1 miliardo e 300 milioni.