Bruxelles: più di 90 Paesi pronti per la messa al bando delle mine

E’ ilrisultato della conferenza internazionale per la messa al bando delle mine, conclusasi neigiorni scorsi a Bruxelles, cui hanno preso parte le delegazioni di 152 Paesi. Alla Conferenza èstata presentata una Dichiarazione di appoggio alla Bozza del trattato di messa al bando dellemine, elaborata dal Governo austriaco. Inoltre, la maggior parte degli Stati si è dichiaratadisposta a firmare il Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine, elaborato nei mesiscorsi. Questi impegni si sono tradotti in un documento – la Dichiarazione di Bruxelles – chepotrà essere sottoscritto sino al 1 settembre, data di inizio di una Conferenza diplomatica dinegoziato che si terrà a Oslo, in Norvegia. “Gli elementi essenziali del Trattato – riporta laDichiarazione – sono: il divieto globale di usare, accumulare, produrre e trasferire mine; ladistruzione delle mine in arsenale e di quelle rimosse; la cooperazione e l’assistenzainternazionale nell’attività di bonifica”. Inoltre, si invitano gli Stati ancora dissenzienti ad unirsinella “ricerca di una soluzione durevole all’urgente crisi umanitaria causata dalle mineantipersona”. “La messa al bando – ha detto Jody Williams, coordinatrice della Campagna -deve essere senza riserve. Vogliamo che il bando sia semplice, chiaro, globale. Meglio untrattato chiaro, sottoscritto da pochi Paesi, che uno annacquato con eccezioni e sotterfugi,solo allo scopo di accrescere la lista dei firmatari”. Tra i Paesi che hanno rifiutato di aderire altempo massimo di dicembre ci sono: Stati Uniti, Australia, India, Russia, Cina , Pakistan eIran.