“Oggi si parla molto diriforma del welfare state. Bisognerebbe guardare anche alla situazione delle colf, circa 2milioni in Italia, di cui solo 800 mila in regola coi contributi”: lo ha detto al Sir don Giovanni Celi,consulente ecclesiastico nazionale dell’Api Colf, presentando la causa vinta da una colfperuviana nei confronti del datore di lavoro. La donna aveva lavorato in nero per un anno inregime di convivenza e dopo la cessazione del lavoro era stata ricoverata in ospedale per unintervento chirurgico. La Ussl le inviò il “conto” di 15 milioni di lire, non essendo lei in regolacon l’Inps. Nella causa che la donna ha intentato al suo ex-datore di lavoro il giudice hariconosciuto una serie di danni, oltre a quello più evidente di non poter avere la tutelasanitaria. “Occorre tenere presente – dice la presidente nazionale dell’Api-Colf, Rita De Blasis -che purtroppo è molto diffusa la pratica non solo di non pagare i contributi, ma di pagarnemeno della metà di quanti spettanti. Le colf però raramente fanno causa perchè temono diperdere il posto di lavoro e la liquidazione”. Una colf a tempo pieno (55 ore settimanali condiritto al vitto e all’alloggio) costa a una famiglia 1 milione e 100 mila lire medie mensili distipendio netto e altre 600-700 mila di contributi..L’Api-Colf è l’associazione di ispirazionecristiana cui aderiscono oltre 10 mila colf, di cui più della metà straniere.