E’ quanto silegge nelle raccomandazioni finali, rese note oggi, dell’incontro internazionale promosso dalPontificio Consiglio per la Famiglia su “La famiglia davanti alle alterazioni cerebrali dei proprifigli”, svoltosi dal 12 al 14 giugno in Vaticano. “Ogni persona – si legge nel documento – èsempre un essere umano, con un proprio carattere. Non importa quanto la lesione cerebralesia grave; queste persone non perdono nulla del loro valore assoluto, conferito dall’azionecreatrice dell’amore di Dio. Poiché i genitori sono i primi e naturali educatori dei figli”, ildocumento incoraggia “i programmi di cura in casa” così che “le famiglie agiscano dainsegnanti e da terapisti: la famiglia può affrontare le situazioni più difficili trasformando lasofferenza in amore”. Nel documento si riafferma inoltre “il fondamentale diritto alla vita di ogniessere umano. Sin dal concepimento, la persona non può mai essere deliberatamentedistrutta”. Si ricorda poi che “le persone afflitte da alterazioni cerebrali non soffrononecessariamente di limitazioni spirituali. Le persone con queste difficoltà posseggono unmistero, uno speciale segreto: nell’interiorità e nella preghiera esse incontrano Dio”. Perquesto viene raccomandata “una particolare attenzione alla catechesi per i bambinicerebrolesi, sia da parte della famiglia che dei sacerdoti, attraverso la preghiera el’amministrazione dei sacramenti.”