Gli immigrati contribuiscono al benessere economico italiano

L’1,5-1,8 percento del valore aggiunto prodotto in Italia, per un totale di 24-25 mila miliardi, deve essereattribuito ai lavoratori immigrati. Questa stima è dell’Istituto Giovanni Battista Scalabrini-MondoAperto, che ha presentato oggi a Roma la ricerca “Immigrazione e sviluppo socioeconomico”.”Dai dati che abbiamo potuto analizzare – ha spiegato Concetta Maria Vaccaro, autrice dellaricerca – emerge che, nonostante l’elevato tasso di disoccupazione italiano, c’è posto, almenoin alcuni settori occupazionali, per lavoratori stranieri, che si traduce in una offerta di lavoro piùflessibile e a più basso costo. Ci sono alcuni settori, quelli dei lavori non specializzati e deilavori più usuranti, in cui la forza di lavoro autoctona non è in grado di dare una rispostasufficiente, e che vengono quindi coperti dai lavoratori stranieri. Probabilmente, nella faseiniziale del fenomeno migratorio nel nostro Paese, il problema di un rapporto di concorrenzatra forza lavoro immigrata e forza lavoro autoctona si è potuto creare, ma oggi il quadro che sipuò delineare è di complementarietà”.”Dal punto di vista sociale – ha concluso la Vaccaro – ci sono alcuni importanti elementi cheevidenziano una trasformazione importante del fenomeno migratorio in termini di maggiorestabilità e di tendenza crescente all’integrazione sociale”.