Graz: Carey, “l’Assemblea è una celebrazione delle diversità”

Perl’arcivescovo di Canterbury e primate della Chiesa anglicana, George Carey, la secondaassemblea ecumenica europea, in corso a Graz, dovrebbe essere anzitutto considerata “unacelebrazione delle diversità”. Questa assemblea, ha detto Carey conversando con i giornalisti,”è un segno visibile di dialogo ecumenico” ma, ha aggiunto, rappresenta anche “una sfida” aproseguire nel cammino del dialogo tra le Chiese. “Non credo si debbano avere aspettativemolto alte su questa assemblea, dal punto di vista teologico”, ha spiegato Carey. Piuttosto, sitratta “di un’occasione per i cristiani di incontrarsi in amicizia”.”Una prima parte del cammino è già stata percorsa – ha rilevato il primate anglicano,riferendosi innanzitutto al dialogo con la Chiesa cattolica – ora dobbiamo compiere i passisuccessivi” affinché, ad esempio, “i nostri ministri possano reciprocamente essere riconosciutie accettati”. L’arcivescovo di Canterbury ha anche ricordato esperienze di collaborazioneecumenica nel proprio Paese: la condivisione “dei medesimi edifici di culto” con cattolici o altreconfessioni evangeliche, oppure la celebrazione di “servizi religiosi comuni”. Inoltre, haricordato i numerosi pronunciamenti della Chiesa anglicana, d’Inghilterra e d’Irlanda, a favoredella “riconciliazione” in Irlanda del Nord: “Tutti gli atti di violenza sono sempre stati condannati- ha detto – e la Chiesa cristiana di Irlanda contribuisce fortemente al processo di pace”.mgdr3595