Graz: Martini preoccupato per il “rapporto tra nazionalismo e religiosità”

L’accostamento sempre più crescente tra nazionalismo e religiosità in questa Europa post-comunista preoccupa il card. Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano presente a Graz per laII assemblea ecumenica europea, e che vede in questo una delle “sfide” cui devonorispondere le Chiese cristiane d’Europa “proponendo il superamento dei conflitti” ed offrendouna prospettiva e testimonianza di comunione. Il card. Martini, parlando con i giornalisti, hafatto il confronto con Basilea, la prima assemblea ecumenica che lui stesso aveva presieduto,sottolineando la diversa situazione politica e sociale verificatasi con il crollo del muro di Berlinoe l’esplosione delle nazionalità, fatti che in qualche modo hanno inciso sulla scelta del tema diquesta seconda assemblea: la riconciliazione.Oggi a Graz, ha detto il cardinale, c’è una maggiore presenza dell'”ecumenismo di popoloiniziato a Basilea”, segno di una cammino di crescita dell’interesse e della sensibilitàecumenica nelle nostre Chiese. Importante sarà far crescere una “spiritualità” ecumenica, hacommentato il cardinale, indicandola quale “premessa necessaria per diminuire le tensioni” trale Chiese, che spesso hanno antiche radici storiche. “Là dove ci sono delle memorie di tortipassati è importante che questi torti non vengano dimenticati” ma siano riconosciuti ancheattraverso un lavoro di studio comune della storia.