Campagna contro le mine: l’Europa deve dare l’esempio

“L’Europa deve fareun passo ulteriore e inequivocabile verso il bando globale e prendere una forte iniziativa difronte al resto del mondo, piuttosto che andare avanti a spintoni e a rilento, come un ragazzocapriccioso che non si decide a fare i compiti assegnatigli”. Lo afferma padre MarcelloStorgato, coordinatore per l’Italia della Campagna per la messa al bando delle mineantipersona (Map), in occasione della odierna apertura della Conferenza internazionale per latotale messa al bando delle Map, in corso a Bruxelles fino al 27 giugno.Durante la conferenza verrà chiesto ai governi dell’Unione europea di sottoscrivere una”dichiarazione” d’impegno per la firma definitiva del Trattato d’interdizione delle Map previstaper dicembre prossimo. Ad oggi sono 73, nel mondo, i governi che si sono dichiarati dispostialla firma. Dell’Unione europea hanno aderito 13 paesi, con esclusione della Grecia e dellaFinlandia, totalmente contrari. La posizione dell’Italia, come per altri paesi, è un po’contraddittoria, spiega padre Storgato: “Diversi governi hanno rilasciato dichiarazioni ‘studiate’,apparentemente a favore del trattato, ma, di fatto, continuando a tenere il piede sul freno, o aprocedere a marcia ridotta”. Belgio e Austria sono stati invece i primi a darsi una legislazionein proposito. Le Ong (organismi non governativi) che fanno parte della campagna hannoquindi lanciato un appello al Consiglio dei ministri a favore di una azione congiunta checoinvolga i 15 paesi dell’Unione. In contemporanea inizia oggi, in tutti i paesi, la Settimana dipreghiera per le vittime delle mine, che si concluderà il 29 giugno. Ogni anno le mine uccidono26.000 persone, di cui il 90 per cento sono civili.