Don Milani e gli insegnanti che oggi fuggono dalla scuola

Luciano Corradini,presidente dell’Unione cattolica insegnanti medie (Uciim), ricorda don Lorenzo Milanisull’ultimo numero del settimanale “Toscana Oggi”.Secondo Corradini, don Milani è stato “una benedizione per la Chiesa e per la scuola”.Eppure, “il priore di Barbiana era scomodo, anche per chi voleva farne una bandiera. Questoprete fa coincidere l’evangelizzazione con la coscientizzazione e la coscientizzazione con lascuola, ossia coll’abilitazione al possesso e all’uso della parola”. Per questo Corradini auspicache “gli insegnanti, che fuggono dalla scuola per motivi che ritengono sacrosanti, immagininodi trovarsi di fronte il prete di Barbiana. Sarebbe un incontro imbarazzante, ma salutare, perloro, per la scuola e per il Paese”.Alla testimonianza del sacerdote fiorentino è dedicato, nel trentennale della morte, il convegno”Dimenticare don Milani?”, che si terrà il 21 giugno a Calenzano (Firenze). Don Lorenzo Milaniera nato a Firenze nel 1923. Fu ordinato sacerdote nel 1947. Il primo incarico fu a San Donatoa Calenzano, come cappellano. Qui fondò una scuola popolare. Nel 1954 fu mandato comepriore a Barbiana, in Mugello, dove nel ’55 aprì una scuola popolare per i figli dei contadini edei montanari. Nel 1957 pubblicò «Esperienze pastorali», che chiuse un anno dopo surichiesta del Sant’Uffizio. Nel 1967, pochi giorni prima della sua morte, uscì «Lettera ad unaprofessoressa».