I giovani costretti alla “iperselezione” non alla ricerca personale

“Gli adultiin questi ultimi anni hanno prodotto una grande quantità di ricerche sul mondo giovanile, neltentativo di comprenderlo. Ma la nuova generazione viene allevata fra una pluralità di stimoliche rende necessario al giovane una iperselezione piuttosto che una ricerca personale”: lo hadetto ieri a Treviso, di fronte ad una platea di oltre 700 tra delegati parrocchiali, catechisti,sacerdoti riuniti nel convegno diocesano “Annunciare il Vangelo ai giovani” il prof. Luigi Guidell’università di Trieste. Secondo il relatore, infatti, “questa generazione è fornita di oggetti dariprodurre più che da costruire con la propria originalità. In un mondo adulto che esaudiscetutti i desideri ed anzi li previene, non c’è più il tempo dell’attesa: ecco che le esperienze sibruciano, sono vissute intensamente ma anche relativamente”. Tra l’altro, una caratteristicadelle nuove generazioni, secondo il prof. Gui, è che “di fronte ad un adulto ‘accomodante’, cheaccetta ogni trasgressione, in questa generazione non si verifica ciò che era presente nelleprecedenti: la contestazione rispetto al passato incarnato dai propri genitori”. L’approccioeducativo richiesto oggi è perciò diverso: occorre accompagnare i giovani nel cammino diricerca delle proprie mète prospettando i valori dell’umanesimo cristiano da inserire in unpercorso di libertà.