Il prete, segno di contraddizione fra realtà e mistero

“La questionefondamentale è che il sacerdote voglia attualizzare in se stesso lo spirito della contraddizionetra mistero e realtà mondana, senza assuefarsi a quest’ultima, senza mimetizzarsinell’ambiente umano in cui vive”, cosa che “lo porterebbe fatalmente ai rinnegamenti di Pietroe al tradimento di Giuda”. Lo ha detto il card. Giovanni Saldarini, arcivescovo di Torino,intervenendo oggi a Roma al convegno “Presbitero e familiare: quale collaborazione?”,promosso dall’associazione delle collaboratrici domestiche dei sacerdoti. “La santità – haosservato il cardinale – è odiata perché si oppone direttamente allo statuto culturale e storicodella realtà mondana. Il sacerdote è pienamente coinvolto in questi dinamismi; egli esiste,opera e vive affinché ci sia l’umanesimo dei santi e affinché sia così contraddetto coi fatti, noncon le discussioni, l’umanesimo della rovina. In ciò egli è prioritariamente salvatore. Ilsacerdote è segno di contraddizione tra realtà e mistero nella nostra società perché rimane,nell’appiattimento della cultura relativizzata e incapace di trascendenza, l’uomo dell’Assoluto,che coltiva il primato di Dio con la preghiera, contraddicendo l’autoriferimento continuo che larealtà mondana fa a se stessa. Egli coltiva e afferma il primato di Dio quale sorgente dellamoralità oggettiva e salvifica. Egli sa rimanere nel dolore della gente come uomo diconsolazione e contraddice così l’ideologia della sconfitta che colma la mentalità della realtàmondana quando essa deve fare i conti con il dolore e vi si ribella o se ne dispera.”