Enti Servizio Civile: perplessità per il referendum sull’obiezione

“Nellaformulazione del quesito referendario, è possibile rintracciare la volontà del riconoscimentodell’obiezione di coscienza come diritto soggettivo non sottoponibile ad alcun vincolo di tempoe motivazione: in questo senso, il referendum è condivisibile ma occorre considerare che lariforma della legislazione in materia abbisogna di un intervento organico da parte delParlamento”. Lo ha detto al Sir Diego Cipriani, della Consulta nazionale enti servizio civile(Cnesc), cui aderiscono, tra gli altri, Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Italia Nostra e Wwf.”Tuttavia – osserva Cipriani – c’è il rischio che la realizzazione del referendum si trasformi in undibattito che con le questioni sollevate dal quesito ha poco a che fare: il dibattito tra favorevolie contrari alle Forze Armate, che snaturerebbe il significato della consultazione. Sin dalla suanascita, la Consulta ha sempre ritenuto indispensabile una profonda riforma dell’assettolegislativo che in Italia regolamenta il servizio civile. Le speranze che in questi anni sono stateriposte nel legislatore sono andate deluse, vista l’incapacità che, negli ultimi sette anni, benquattro parlamenti e sette governi hanno dimostrato, di approvare una riforma della legge772/72. Parallelamente, le uniche modifiche parziali alla legge vigente sono intervenute adopera della Corte Costituzionale; e tutto ciò mentre la stessa gestione del servizio da partedell’Amministrazione della Difesa non ha saputo adeguarsi alla crescita quantitativa delfenomeno”. Per discutere di questi temi, la Consulta ha indetto una conferenza stampa che siterrà domani a Roma (ore 11,30), presso la Sede dell’Associazione Obiettori non Violenti(Aon), in Vicolo Scavolino, 61.