Organismi Familiari Europei: dibattito sullo Stato sociale

Nel dibattito in corso sulla riforma dello stato sociale c’è un grande assente: lafamiglia. E’ ormai convinzione generale che la riforma del welfare non può riguardare solo lepensioni, ma ha bisogno di rivedere le politiche sociali, soprattutto quelle in favore dellafamiglia. E’ infatti sul suo ruolo di “ammortizzatore sociale” che l’inefficiente organizzazionestatale fa affidamento. Lo sostiene il Comitato italiano dell’Unione internazionale degliorganismi familiari (Uiof), che oggi, al termine del proprio convegno a Roma su “Famiglia epolitiche sociali”, ha approvato un documento nel quale si definisce “inadeguato e riduttivo” ildibattito sulla riforma dello stato sociale perché “condizionato eccessivamente da unaconcezione economicistica e monetaria”, “privo del necessario respiro” e “del tutto estraneo aiproblemi dell’esclusione sociale, dei nuovi bisogni e del degrado del tessuto relazionale e disolidarietà tra le persone, i gruppi sociali e le generazioni”. Il Comitato italiano dell’Uiof, alquale aderiscono 34 associazioni (dall’Azione cattolica, alle Acli, all’Age, alla Caritas, alLaboratorio per le politiche sociali, ecc.) denuncia soprattutto “la grave assenza della famiglianel dibattito sulla riforma dello stato sociale” e “chiede in conseguenza che venga avviata nelPaese una `stagione costituente’ di un nuovo modello di politica sociale, finalizzato allapromozione di una `comunità solidale’, diffusa sul territorio e radicata introno alla centralitàdella famiglia”. Gli organismi familiari europei chiedono anche un emendamento al Trattato diMaastricht e l’aggiunta di un “titolo” sulle politiche familiari.