Nel dibattito sempre più ampio sulla proposta di riforma dei cicli scolastici del ministro Berlinguer, fa sentire la sua voce anche la diocesi di Trento. In un documento del Centro diocesano per l’educazione, la scuola e l’università si avanzano alcuni rilievi. “La scuola non può essere ‘neutra’ – dicono a Trento – in quanto in tutta l’attività scolastica traspaiono scelte di fondo sui valori e le condizioni della vita umana”. Circa il silenzio sui programmi, il documento afferma che “se ogni ministro gode di piena autonomia nella definizione dei contenuti, si rischia di avere in futuro una scuola ‘a discrezione del ministro e dei suoi collaboratori’. Dubbi sono espressi sulla possibilità per i ragazzi di 12 anni di orientarsi “nel labirinto delle scelte plurime nel momento in cui di solito si riscontra una naturale difficoltà di inserimento nella nuova struttura”. E’ invece importante consolidare le conoscenze fondamentali per gli sviluppi formativi successivi: “un semplice zapping della materie non sarebbe di alcuna utilità”. Dubbi anche sui ritmi dei quadrimestri e la possibilità di compensare carenze senza perdere l’anno. “La soluzione – dicono a Trento – può essere valida ma non va dimenticato che la prevenzione della dispersione deve far leva anche sulla motivazione, sul rafforzamento della fiducia in se stessi, sul rapporto umano”. Circa la “parità scolastica” si dice che “è sempre potenzialmente pericolosa la gestione monopolistica di un servizio”. Quanto al tempo pieno, si afferma che è un servizio “costoso” e che non va inteso come obbligo da imporre a tutti. Sul Sir di domani previsti interventi anche da parte di Uciim (insegnanti cattolici medi), Fidae (scuole cattoliche), associazioni di docenti e genitori di Firenze, scuole non statali della Sicilia.