L’ARCIVESCOVO DI CAGLIARI: “E’ GIUSTO LO SCIOPERO GENERALE”

A fronte di una disoccupazione che ha raggiunto il 22 per cento, di una crisi senza precedenti dell’indotto industriale , di un diffuso malessere che si manifesta anche in forme violente, mons. Ottorino Pietro Alberti, arcivescovo di Cagliari, prende posizione in modo netto a favore dello sciopero generale, che il 17 giugno bloccherà la Sardegna. “Lo sciopero rappresenta un trauma – dice Alberti – ma c’è la consapevolezza che questo sciopero è motivato” e che “deve essere fatto”: “non contro qualcuno, ma a sostegno di un disegno di sviluppo complessivo della Sardegna”. In un articolo che comparirà sull'”Unione sarda” di domenica, l’arcivescovo di Cagliari, sottolinea che “la Chiesa non può coinvolgersi in prima persona”, ma al tempo stesso “sa di non potersi disinteressare delle tensioni sociali”. “La posta in gioco è alta” e mons. Alberti chiede che lo sciopero sia un’occasione “di autentica grande mobilitazione popolare per indicare, con chiarezza corale e pacifica, in un momento storico di grandi incertezze, che il popolo non vuole involuzioni democratiche, ma chiede, con l’appoggio dei pastori della Chiesa sarda, che si tenda a perseguire esclusivamente il bene comune”. L’arcivescovo invita infine i politici ad abbandonare gli “interessi di parte” per pensare “ai disoccupati, ai poveri, ai senza casa, ai senza futuro” e tra questi soprattutto ai giovani ai quali “occorre ridare speranza”: “Se, con visibile volontà, sapremo trasmettere tanta speranza, potremo anche recuperare le nuove generazioni per la costruzione del cambiamento, ormai improcrastinabile”.