Fuci: “L’uomo di oggi si è costruito un Dio tappabuchi”

“Il nostro è un tempo diforti contrasti, in cui i paradossi sono all’ordine del giorno: da una parte, le categorie del tempoe dello spazio sono ridotte al ‘qui’ e ‘ora’, ma dall’altra c’è la volontà di riscopire le proprie radicie di investire nel domani”. Lo ha affermato Thierry Bonaventura, presidente nazionale dellaFuci (Federazione Universitaria Cattolica Italiana, intervendo alla Settimana Teologica in corsoal monastero di Camaldoli sul tema “Le Ragioni della Fede”. “L’uomo postmoderno – haproseguito Bonaventura – si è costruito ormai un Dio tappabuchi, per riempire i vuoti lasciatidall’ignoranza e dall’impotenza umana”. Chiedendosi come sia possibile svolgere unamissione di evangelizzazione in un ambiente “pluri-religioso e secolarizzato”, come è anchequello universitario, Bonaventura ha affermato che “più che dimostrare l’esistenza di Dio, èindispensabile tornare e mostrare con i fatti e i linguaggi che il cristianesimo è ‘praticabile’, chedischiude all’uomo l’autentica sapienza del vivere”.Soffermandosi ad analizzare il problema della fede, il biblista don Bruno Maggioni ha fattonotare che “non si tratta di vedere come scaturisce la fede quanto piuttosto che cosa laprovoca. Un “che cosa” che non è mai dato definitivamente ma che ha bisogno di essereinterrogato continuamente”.